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Il
nuovo romanzo di Roberto Ioannilli & C (Roberto Ioannilli)
La situazione precipita inesorabilmente quando dallo spazio viene
captato un misterioso segnale che subito risulta pericoloso, letale. E
l’allarme coinvolge tutto il pianeta Terra.
Perché quel segnale, proveniente da chissà dove, è in realtà un
vero e proprio “segnale-virus”, il più subdolo e mortale dei virus mai
isolati e conosciuti fino ad allora dalla comunità scientifica mondiale. Un
virus che attacca i computer - anche quelli iper sicuri di ultimissima
generazione - ma che poi è in grado di contaminare l’essere umano
propagandandosi e moltiplicando la propria pericolosità mortale attraverso il
suono. Qualunque suono. Vietata
ogni forma di comunicazione verbale ed emozionale: perché tradire
un’emozione con la parola, con un verso, con un mugolio, con un qualunque
impercettibile suono, può significare non solo uccidere, ma anche impazzire e
morire nel peggiore dei modi fra atroci sofferenze. Vietato
parlare, dunque, così com’è vietato cantare e suonare. La
salvezza non arriva nemmeno dal bracciale già in uso da molti anni che
registra e invia bioinformazioni, emozioni, pulsioni, anzi, anch’esso
infatti ha intrinseco nel funzionamento il virus. Così si deve abbandonare il
prezioso e costoso marchingegno elettronico che suppliva al forzato silenzio
della parola e trasformava in impulsi emozionali i pensieri e le sensazioni,
che venivano dunque captati e “tradotti” silenziosamente in altrettanti
impulsi emozionali alla persona alla quale si volevano inviare.
Grazie a quel bracciale, prima del contagio, non c’era dunque più
bisogno di parlare, di sfiorare la pelle, di toccare una mano, di baciare. Di
rischiare la propria e l’altrui vita. D’altronde le sensazioni ricevute
dal corpo erano assolutamente identiche, perfette. E sane, pulite. Così
dal non “poter” parlare, si passa presto al non “saper” più parlare.
C’è ormai sulla Terra l’abitudine ad essere supportati anche nel
linguaggio dalle macchine. Quando
anche gli animali vengono contagiati divenendo anch’essi veicolo di
trasmissione del male, appare chiaro che l’unica via d’uscita è partire,
lasciare la Terra per andare a vivere nei pianeti vicini che risultavano
indenni al virus.
Pagina dopo pagina, ViBrus ci
descrive un mondo inquietante, raccontandoci un pianeta Terra apocalittico,
angosciante, opprimente.
La via d’uscita, il raggio
di sole, la speranza, la propone chi, come un moderno guerrigliero, intende
ribellarsi a quella vita tutta “virtuale”, rivendicando il rischio di
ritornare proprio al valore della vita “reale”. Come
un messaggio portato dal mare in una bottiglia, Azzurra - attraverso un
“plat de rue”, postazione computerizzata stradale pubblica - scrive
all’amico Gabbiano un brevissimo appello: senza troppe spiegazioni lo invita
a raggiungere un posto lontano, isolato, nascosto, quasi irraggiungibile,
racchiuso e protetto fra i monti e le valli dell’Appennino tosco-emiliano. La
salvezza per chi vuole rimanere, per chi intende “resistere”, è fra le
millenarie mura di un piccolo borgo dimenticato. Un luogo perfetto per tornare
al passato: quello fatto di sensi, del sentire con le orecchie, del parlare
con la bocca, del toccarsi con le dita.
Un luogo perfetto per tornare indietro, per ricominciare da zero. Un
luogo dove si potrà recuperare e insegnare di nuovo il rivoluzionario valore
della parola, della comunicazione “reale”. Il valore del comprendersi, del
capirsi. Del parlare e dell’ascoltare.
ViBrus è solo inquietante
visione di quello che potrebbe accadere, o è anche una velata metafora del
momento che oggi viviamo? Certo,
ViBrus e il suo mondo non appaiono poi così tanto difficili da interpretare. Perché
queste pagine sembrano dirci che oggi - così come certamente sarà nel 2084 -
il banale segreto di ogni pace, in fondo, è proprio “ascoltare” e
“parlare”. Non
stancandosi mai né di parlare, né di ascoltare. Dario
Celli da
http://www.vibrus.altervista.org/
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Due
nuovi libri Il mese di Ottobre è stato un mese prolifico per il nostro amico e socio Roberto Ioannilli. Di seguito, a poca distanza l’uno dall’altro sono usciti, prima una raccolta di poesie "Mujer naturaleza" di Roberto Ioannilli, Silvia Denti e Rossella Cea, dove la natura femmina, domina sulla vita e sulle emozioni delle persone e poi il romanzo che attendevamo da tempo "Figlia di un padre migliore" di Roberto Ioannilli e Milena Petretta - è la storia di un padre di Civitanova Marche, che a causa della separazione dalla moglie perde i contatti con la propria figlia per dieci anni… poi per un incredibile scherzo di internet …. Curiosi? Speriamo di si! Per
acquistarlo o per informazioni scrivete una mail a rioanni@tin.it
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cerimonia di presentazione del libro
"In camper con Marie"
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