Il nuovo romanzo di Roberto Ioannilli & C

“Abbiamo  scritto in gruppo il nuovo romanzo e le esperienze di ognuno hanno portato alla "nascita" di qualcosa di avvincente... di spettacolare... dove la realtà fa un passo in avanti, generando " UN IMPOSSIBILE PENSARE"... 

(Roberto Ioannilli)

                             INTRODUZIONE ALLA LETTURA


Anno 2084.
L’uso sfrenato della tecnologia ha già messo in ginocchio il pianeta Terra, mentre una tremenda catastrofe dovuta ad un improbabile virus, dà il colpo di grazia a quel poco di “naturale” che circondava la vita degli esseri umani.     L’evoluzione tecnico-informatica ha ormai fatto passi da gigante, raggiungendo traguardi inimmaginabili. Del passar delle ore ci si accorge non più guardando l’orologio al polso: è sufficiente alzare gli occhi. Non certo per osservare il sole e vederne la posizione, ma per leggere l’ora proiettata come un ologramma in cielo. Non si può sfuggire al tempo che passa. Non ci sono scuse per dimenticanze e ritardi.   Qualcuno ricorda ancora gli orologi, così come qualcuno racconta ancora favole che parlano di fogli di carta, di matite, penne ad inchiostro, biro, pennarelli.             Qualcuno racconta ancora sottovoce dei tempi in cui “si scriveva, ci si parlava, ci si toccava”. Già, perché nel 2084 tutto questo è giudicato un’inutile e pericolosa perdita di energie. Un’incomprensibile perdita di tempo.

 Le persone più anziane ricordano che tutto iniziò, quasi un secolo prima, con la diffusione dei computer, e quando ai sempre più difficili rapporti umani iniziavano a preferirsi le più apparentemente facili conoscenze “virtuali”. E a visi meravigliati ogni tanto raccontano - senza farsi sentire da estranei - di quel tempo, quando tutto era “diverso”. Perché, in quell’oggi, quello del 2084, per comunicare non c’è bisogno di parlare.   Così come non c’è bisogno di toccarsi, per tremare d’amore.

                La situazione precipita inesorabilmente quando dallo spazio viene captato un misterioso segnale che subito risulta pericoloso, letale. E l’allarme coinvolge tutto il pianeta Terra.   Perché quel segnale, proveniente da chissà dove, è in realtà un vero e proprio “segnale-virus”, il più subdolo e mortale dei virus mai isolati e conosciuti fino ad allora dalla comunità scientifica mondiale. Un virus che attacca i computer - anche quelli iper sicuri di ultimissima generazione - ma che poi è in grado di contaminare l’essere umano propagandandosi e moltiplicando la propria pericolosità mortale attraverso il suono. Qualunque suono.

                 Attraverso l’orecchio, infatti, il suono/virus invade e colpisce il corpo umano, distruggendo quelle preziose microprotesi vitali impiantate fin dalla nascita alla maggioranza degli esseri umani, perché fossero inattaccabili alle malattie, sempre più perfetti e vicini all’immortalità. Per l’arrivo di questo male sulla Terra viene presto imposto l’assoluto divieto di parlare.

Vietata ogni forma di comunicazione verbale ed emozionale: perché tradire un’emozione con la parola, con un verso, con un mugolio, con un qualunque impercettibile suono, può significare non solo uccidere, ma anche impazzire e morire nel peggiore dei modi fra atroci sofferenze.

Vietato parlare, dunque, così com’è vietato cantare e suonare.

La salvezza non arriva nemmeno dal bracciale già in uso da molti anni che registra e invia bioinformazioni, emozioni, pulsioni, anzi, anch’esso infatti ha intrinseco nel funzionamento il virus. Così si deve abbandonare il prezioso e costoso marchingegno elettronico che suppliva al forzato silenzio della parola e trasformava in impulsi emozionali i pensieri e le sensazioni, che venivano dunque captati e “tradotti” silenziosamente in altrettanti impulsi emozionali alla persona alla quale si volevano inviare.   Grazie a quel bracciale, prima del contagio, non c’era dunque più bisogno di parlare, di sfiorare la pelle, di toccare una mano, di baciare. Di rischiare la propria e l’altrui vita. D’altronde le sensazioni ricevute dal corpo erano assolutamente identiche, perfette. E sane, pulite.

Così dal non “poter” parlare, si passa presto al non “saper” più parlare. C’è ormai sulla Terra l’abitudine ad essere supportati anche nel linguaggio dalle macchine.

Quando anche gli animali vengono contagiati divenendo anch’essi veicolo di trasmissione del male, appare chiaro che l’unica via d’uscita è partire, lasciare la Terra per andare a vivere nei pianeti vicini che risultavano indenni al virus.

                Pagina dopo pagina, ViBrus ci descrive un mondo inquietante, raccontandoci un pianeta Terra apocalittico, angosciante, opprimente.

                La via d’uscita, il raggio di sole, la speranza, la propone chi, come un moderno guerrigliero, intende ribellarsi a quella vita tutta “virtuale”, rivendicando il rischio di ritornare proprio al valore della vita “reale”.

Come un messaggio portato dal mare in una bottiglia, Azzurra - attraverso un “plat de rue”, postazione computerizzata stradale pubblica - scrive all’amico Gabbiano un brevissimo appello: senza troppe spiegazioni lo invita a raggiungere un posto lontano, isolato, nascosto, quasi irraggiungibile, racchiuso e protetto fra i monti e le valli dell’Appennino tosco-emiliano.

La salvezza per chi vuole rimanere, per chi intende “resistere”, è fra le millenarie mura di un piccolo borgo dimenticato. Un luogo perfetto per tornare al passato: quello fatto di sensi, del sentire con le orecchie, del parlare con la bocca, del toccarsi con le dita.   Un luogo perfetto per tornare indietro, per ricominciare da zero. Un luogo dove si potrà recuperare e insegnare di nuovo il rivoluzionario valore della parola, della comunicazione “reale”. Il valore del comprendersi, del capirsi. Del parlare e dell’ascoltare.

                ViBrus è solo inquietante visione di quello che potrebbe accadere, o è anche una velata metafora del momento che oggi viviamo?

Certo, ViBrus e il suo mondo non appaiono poi così tanto difficili da interpretare.

Perché queste pagine sembrano dirci che oggi - così come certamente sarà nel 2084 - il banale segreto di ogni pace, in fondo, è proprio “ascoltare” e “parlare”.

Non stancandosi mai né di parlare, né di ascoltare.

Dario Celli

da http://www.vibrus.altervista.org/

 

Due nuovi libri
del nostro socio Roberto Ioannilli

Il mese di Ottobre è stato un mese prolifico per il nostro amico e socio Roberto Ioannilli. Di seguito, a poca distanza l’uno dall’altro sono usciti, prima una raccolta di poesie "Mujer naturaleza" di Roberto Ioannilli, Silvia Denti e Rossella Cea, dove la natura femmina, domina sulla vita e sulle emozioni delle persone e poi il romanzo che attendevamo da tempo "Figlia di un padre migliore" di Roberto Ioannilli e Milena Petretta - è la storia di un padre di Civitanova Marche, che a causa della separazione dalla moglie perde i contatti con la propria figlia per dieci anni… poi per un incredibile scherzo di internet …. Curiosi? Speriamo di si!

Per acquistarlo o per informazioni scrivete una mail a rioanni@tin.it
o andate sul sito
http://www.musicabruno.altervista.org/

                     

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Si è svolta l' 11 maggio, al teatro comunale di Montecosaro (MC), la

cerimonia di presentazione del libro  

 

"In camper con Marie"

 

Scritto da Roberto Ioannilli, (rioanni@tin.it), camperista, nostro socio ma soprattutto amico, innamorato della sua famiglia, dei viaggi...in camper e dello scrivere.

Oltre ai familiari e parenti, erano presenti l’editore dr. Enrico Folci, il Sindaco di Montecosaro Stefano Cardinali, il vicesindaco Maurizio Capezzani,il consigliere Stefania Marignani con altri componenti dell’amministrazione comunale, il compositore prof. Fulvio Rusticucci e tanti amici, camperisti e non.

Roberto ha raccontato come ha iniziato a scrivere. "A vent'anni, un amico mi chiese di fare un articolo sul tennis, lo scrissi... e lui mi disse - Non smettere di scrivere, sarebbe un peccato!-

Molti anni dopo alcuni miei amici camperisti mi chiesero di organizzare un giornalino, lo feci, si chiama “... Si parte!”. Il loro incoraggiamento mi ha portato a scrivere questo romanzo ambientato tra fantasia e i ricordi dei miei viaggi”. 

Da qui il suo incontro con l’editore che legge le bozze, decide di pubblicare il libro e addirittura di realizzarne un film in dvd. Il casting per la selezione degli attori per questo lavoro, ha spiegato  il dr. Enrico Folci,  si è svolto dall'8 al 15 giugno a Montecosaro e il Comune ha messo a disposizione tutte le strutture necessarie  per effettuare il casting.

Il Sindaco, il vicesindaco e tutta l’amministrazione comunale, onorati di avere un cittadino così speciale ed entusiasti per questo evento hanno ringraziato Roberto anche perché, suo tramite, il nome di Montecosaro girerà in Italia e in Europa (il libro verrà tradotto anche in francese). 

Difficile descrivere quanta emozione si percepiva nell’aria... lui è ancora incredulo per il successo ottenuto e ci ha detto  “Mi sembra tutto finto” ... Intanto sta già scrivendo un altro romanzo. In bocca al lupo!

Che possa avere tutto il successo, la fortuna e la gioia che merita! 

Bravo Roberto  e soprattutto grazie! ... per la tua collaborazione, per la tua amicizia, perchè ... ci sei...

E grazie anche all'  editore e a tutta l'amministrazione comunale.

    

         Gabriele, Maria e tutto lo staff
        Camping Club Civitanova Marche

 

 

 

Per maggiori informazioni si può contattare l'autore: 
rioanni@tin.it